Riqualificazione urbana del Quartiere Rabato, Agrigento, Sicilia

Il progetto riguarda la riqualificazione urbana di un intero isolato del quartiere storico denominato “Rabato”, uno dei quartieri più antichi della città di Agrigento. Il quartiere oggi è caratterizzato da sensibili fenomeni di abbandono e profondo degrado, dovuti prevalentemente a ragioni economico-sociali e alla vetustà degli immobili di cui la maggior parte resi inagibili da danni strutturali che nei casi più gravi hanno causato il crollo di intere unità. A velocizzare il processo di abbandono sicuramente hanno contribuito i drammatici fenomeni franosi, dei quali il più celebre e radicato nella memoria collettiva locale risale al 1966.
 
Il degrado urbano dovuto agli immobili diruti, il ridotto numero di abitanti, la scarsità di attrezzature di servizio e la difficile accessibilità rendono il “Rabato” poco attrattivo per uno spontaneo fenomeno di ripopolamento. Nonostante tutto ciò il Rabato continua ad essere un quartiere dal grande fascino urbano e paesaggistico, luogo di ricca memoria storica. Queste sicuramente sono le ragioni per cui si può costatare, negli abitanti rimasti, un profondo senso di appartenenza.
 
Il progetto, pur nella consapevolezza dell’impossibilità tecnico-economica di un recupero delle strutture edilizie esistenti, ha come presupposto principale il rispetto della memoria storica di questo luogo urbano millenario, ereditandone la tipologia edilizia nel rispetto del sedime edificato e della sagoma dei volumi esistenti.
Ne consegue che le scelte architettoniche e compositive si fanno carico della complessa articolazione dei volumi, delle falde e dei terrazzi di copertura nel rispetto dello skyline urbano del quartiere e della grande varietà di scorci visivi che in esso si possono scoprire.
 
Particolare attenzione è stata posta alla permeabilità dell’edificato ai percorsi pedonali realizzando delle scale urbane grazie alle quali sarà possibile attraversare agevolmente l’isolato in diversi punti, da valle a monte, consentendo l’accesso anche a un piccolo cortile nascosto dalle due vie carrabili. La composizione delle facciate, caratterizzate dall’articolata volumetria, è rappresentazione di una interpretazione tipologica delle aperture presenti negli edifici esistenti, dai piccoli banconi in aggetto, alle “finestrelle” di piccola dimensione dei locali accessori o dei sotto tetti.
 
Per completare le atmosfere di progetto si è scelto di utilizzare i materiali tipici della tradizione costruttiva locale presenti nel quartiere, come l’intona- co a base calce dalle tinte neutre e naturali, il tufo, le cementine o maioliche, i coppi siciliani, i pluviali in cotto e gli infissi in legno.
Il progetto ha posto molta attenzione anche all’utilizzo della vegetazione come elemento a carica poetica che possa armonizzarsi con il costruito e caratterizzare a livello cromatico e olfattivo i diversi piccoli spazi urbani che il progetto accoglie, garantendo in essi la percezione dell’alternarsi delle stagioni. Le essenze vegetali scelte sono quelle comunemente presenti nei centri storici siciliani: gelsomino, vite, glicine, pomelia, monstera ed altre piante minori da esterno.
Nonostante la caratterizzazione funzionale dell’intero isolato, come in passato, sia prevalentemente di natura residenziale, si è prevista la realizzazione di alcuni spazi ad uso pubblico quali una bottega di quartiere, un locale per la ristorazione, un piccolo bar, e un centro culturale dove poter svolgere attività sociali, culturali e ricreative indispensabili per rivitalizzare l’intero quartiere.
 
L’isolato è suddiviso in cinque unità strutturali distanziati tra loro, nel rispetto della normativa antisismica, da giunti strutturali di 15 cm in modo da non alterare la percezione di un unico fronte edilizio continuo. Saranno realizzati complessivamente ventiquattro alloggi, nel rispetto della normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche, di cui tre con completa accessibilità e ventuno adattabili, ovvero con la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito.
Lo sforzo progettuale è stato indirizzato nel trovare un valido compromesso tra la tipologia storica dell’edificato e la garanzia di offrire ai futuri abitanti una ottima qualità delle abitazioni nel rispetto degli standard abitativi moderni, dal rapporto aereo illuminante alla dimensione dei vari ambienti alla creazione di quegli spazzi accessori, quale per esempio i terrazzi, che sicuramente sono migliorativi della qualità della vita.